Insegnamenti da Ananda Giri
Non c'è vita senza crescita
L’essere umano è un sistema strutturato in modo da crescere naturalmente: quando non c’è più crescita si muore. Se sul piano fisico, mentale, spirituale, emozionale la vita fosse sempre la stessa, in realtà saremmo morti. Quando la crescita si ferma vi sentite senza significato, vuoti, avvertite un senso di insoddisfazione. Deve esserci crescita in tutte le sfere nella vita: a livello di emozioni, di relazioni, di esperienze. Ma la crescita non avviene se non siete appassionati. Se in voi non c’è desiderio, se non c’è passione, nulla avviene davvero. E’ come se il corpo non assorbisse nutrimento, come se ricevesse il cibo migliore ma non lo metabolizzasse, come se gli insegnamenti e le esperienze non venissero assimilate: non significherebbero niente.
Qualsiasi sforzo o duro lavoro o strumento non bastano per aiutarvi ad andare avanti. Gioia, pace, meditazione possono tutt’al più condurvi a una “visione”, a un insight, a una comprensione occasionale. Ci possono essere dei momenti anche bellissimi, che possono durare giorni, settimane, persino mesi, ma poi vi sentite vuoti e a disagio. Mentre se c’è passione, ogni esperienza – anche il dolore, o la paura del passato, così come un bello stato di coscienza – vi porta avanti. Perciò dovete focalizzarvi. Questo processo è stato messo a punto per iniziare un viaggio, e quanto crescerete dipenderà dalla vostra passione. Se l’avete, l’Oneness Diksha può aiutarvi, ma dovete ancora imparare tanto. Via via che state in relazione con la gente, che contemplate, meditate, imparate, la crescita avviene. Giudicate l’albero dai frutti che produce, osservate il risultato. Nella vostra vita, nella vostra crescita, se condividerete la vostra esperienza gli altri la accoglieranno. Non c’è da avere paura. Può essere difficile da capire a livello razionale, perciò abbiate fiducia.
Quando fate esperienza, quando esperite qualcosa assaporando la gioia di crescere e imparare, la passione ci sarà sempre. E un ruolo importante ha anche la gratitudine. Se non sentite gratitudine per ogni momento, per ogni esperienza, per ogni incontro, questi non lasciano segni. Più riconoscete e apprezzate ogni momento dell’esistenza, più crescete. E cresce anche la passione. L'ho verificato nella mia vita, può essere così anche per voi.
E’ importante anche capire la differenza tra passione e ossessione. L’ossessione viene con la sofferenza, è un desiderio ardente, toglie calma e pace. La passione invece è un intento, una visione di crescita, un’energia per andare avanti. Se la passione viene a mancare, può essere solo un momento passeggero, e poi tornerà. Ma se è sparita completamente dovete meditare per vedere cos’è che non funziona e troverete la risposta sul perché la passione è svanita.
Nessuno conosce il metodo per crescere. L’unica cosa da sapere è dove siete e vivere consapevoli di questo. Poi la crescita continua, anche se non si sa mai che passo fare. Dovete essere aperti a crescere, e se c’è consapevolezza di dove siete, se riuscite a vedere il punto in cui vi trovate, la crescita continua.
Per trasformare il mondo
Quanti di voi hanno come unico interesse al mondo il fatto di trasformare il mondo? E quanti hanno come unico interesse voi stessi e la vostra famiglia? Il nostro interesse siete voi e chi vi sta vicino, la vostra famiglia, gli amici, i colleghi. Potete cambiare qualcosa nel rapporto con loro? Potete rapportarvi a loro senza paura, sofferenza, dolore? Vi sentite connessi con loro?
Trasformare il mondo è solo un ideale, bellissimo; ma non lasciate che s’impossessi di voi.
Molte persone sono ossessionate dalla gente che muore nel mondo, dal riscaldamento globale, dal buco nell’ozono… Ma poi non si sentono connessi alle persone che vivono in casa con loro, con i loro figli e con chi gli sta vicino. Così facendo non danno alcun contributo a questo mondo. Dovete essere preoccupati per il mondo ma se volete davvero cambiare qualcosa dovete cominciare con la vostra famiglia.
La trasformazione individuale è trasformazione globale e quando contribuite con amore alla vostra famiglia contribuite alla trasformazione globale.
La Oneness University ha lo scopo di dare una svolta alla vostra vita, e questo porterà a dei cambiamenti globali.
Piacere e gioia
La gioia nasce dall’esperienza, c’è quando vivete davvero un’esperienza. Il pieno appagamento, cioè la gioia vera, è quando vivete un’esperienza senza immagine o opinione precostituita, ed è sempre bellissima.
Dolore e piacere nascono invece da un processo di associazione della mente. Vedete un albero, lo associate al verde, poi pensate a un gelato, che vi fa pensare a un amico, che vi fa pensare a qualcos’altro e così via. La mente fa continuamente delle associazioni e crea dolore o piacere, funziona così. Ma quella non è gioia. E’ come l’eccitazione.
Se sapete che domani andrete a fare una gita in un bel posto, non dormite perché siete eccitati. La mattina dopo andate a fare la gita, siete felici ma non c’è l’eccitazione, cioè l’anticipazione o aspettativa della sera prima. Ogni esperienza è circondata da anticipazione, da un’immagine o una opinione. E anche quando incontrate una persona di solito ne avete un’immagine o opinione.
Ogni cosa si può vivere in due modi diversi: con pregiudizio o guardandola per come è.
L’oggetto è sempre lo stesso. Ma in un caso vedete l’immagine che avevate nella vostra mente, nell’altro, se vivete l’esperienza della cosa per come è, la vedete bella qualsiasi cosa sia. Quando vivete le cose come sono l’esperienza è bellissima.
Meno siamo influenzati dal passato, più bella sarà l’esperienza.
Liberarsi dal passato
Nella nostra vita quotidiana viviamo tante esperienze e tante ne abbiamo vissute. C’è stato dolore, piacere, amore, colpa, controllo… Ogni esperienza ha una carica emozionale positiva o negativa e quando è finita ne portiamo la memoria dentro di noi. Ma finché è solo una memoria va bene: è conoscenza e la possiamo usare per esperienze future.
Il problema sorge quando la memoria continua ad avere una carica emozionale, che tratteniamo da qualche parte come resistenza e residuo del passato che ci portiamo dietro.
Il passato influenza così la nostra esperienza successiva.
Tutte le esperienze, dalla nostra nascita a oggi, sono registrate in parti diverse del nostro corpo. Ma se sono diventate resistenze bisogna liberarsene, e anche se le prime volte non è molto piacevole, quando la carica emozionale lascia il nostro corpo, diventa un’esperienza di gioia. Quando vi liberate dal passato siete in uno stato di felicità, vi sentite leggeri. E anche il corpo dà un messaggio di gioia perché si è liberato della carica negativa che lo faceva ammalare.
Le fasi della nostra evoluzione
Tutti gli esseri umani evolvono in diverse fasi della vita.
1. La prima è quella da giovani studenti, quando siamo solo interessati a noi stessi.
Viviamo per noi, per i nostri successi e il mondo ci ruota intorno. Tutto va bene, siamo contenti di noi stessi, e questo fa parte della nostra crescita, è giusto che sia così. Se viviamo questa fase senza conflitti, confusione o sensi di colpa, sbocciamo nella fase successiva della vita.
2. Abbiamo a cuore le persone intorno a noi. Nella vita non esistiamo più solo noi, il mondo si è allargato un po’ per includere la famiglia e gli amici. Se viviamo responsabilmente, con successo, senza paura, conflitti o confusione e se ci sentiamo connessi con la famiglia e con l’ambiente, sistemando tutti i nostri rapporti, sbocciamo naturalmente nella terza fase.
3. Non siamo più soddisfatti di vivere solo per noi stessi e per la nostra famiglia. Vogliamo sentirci più utili, dare un contributo, servire una causa più grande. Questo s’impara quando avremo vissuto completamente le altre fasi. Secondo le nostre tendenze serviremo la nostra passione o natura: potrebbe essere in termini artistici, scientifici, ambientali, politici, di affari ecc. Quando avremo vissuto completamente questa fase sbocceremo nella quarta.
4. Sbocceremo e diventerai tutto.
Ogni individuo attraversa queste quattro fasi, ma per sbocciare come individuo deve attraversare con successo tutte le fasi. Se è in conflitto o confuso in una qualsiasi di queste fasi rimane fermo lì, se mette le cose a posto il resto verrà automaticamente.
Quali strumenti usare per crescere?
Lo strumento principale nel processo di crescita è l’onestà. Il viaggio infatti comincia là dove vi trovate, senza l’ossessione di dove vorreste essere. Se sapete a che punto siete, siete onesti e pronti per una svolta. Se non lo sapete dovete prima accogliere cosa siete e poi andrete avanti in modo naturale.
Questo è difficile per le persone cosiddette spirituali, che sono solo interessate ad approfondire la consapevolezza e l’anima, dimenticando le relazioni, mentre più facile per le persone vere che vedono le cose come stanno.
La vera spiritualità è l’esistenza quotidiana. Se il vostro lavoro vi piace, quella è spiritualità. Se ascoltate qualcuno, quella è spiritualità. Se potete dire di non aver paura, quella è spiritualità, ovvero ogni semplice esperienza nella vita quotidiana. Per alcuni la spiritualità è un’abitudine. E non si può separare la spiritualità dal mondo materiale. In Occidente la gente fa differenza tra le due cose, pensa di dover scegliere solo un mondo, o quello materiale o quello spirituale. In realtà non è così. Se crescete davvero siete spirituali, perché vi liberate dalle paure e godete di più di ogni cosa. Se riuscite a fare questo date un contributo globale all’umanità.
Come aiutare gli altri
Ognuno deve decidere come farlo, tenendo presente che il mondo è uno specchio:
In qualsiasi rapporto l’altra persona non è importante, o meglio, lo è ma non come causa di quello che succede. Quando voi cambiate dentro le cose intorno a voi cambiano: la chiave dell’esperienza sta in ciascuno di voi. Noi crediamo sempre che la colpa stia fuori di noi e per questo cerchiamo di correggere l’altro, ma il problema siamo noi. Pensiamo sempre che sia l’altro a non capire, a non dire, a non fare la cosa giusta…
In un rapporto invece siete voi e solo voi importanti.
C’è una storia che lo spiega bene. E’ la storia di un omicida maniaco, che scappa di prigione.
La sera arriva a una fattoria dove abita una vecchia con la nipote. Quando la porta si spalanca la donna si trova davanti un uomo grande e grosso, con un coltello in una mano e una mazza nell’altra, bagnato perché fuori piove, e lo fa entrare. “Entra ad asciugarti e a mangiare qualcosa” gli dice. L’uomo entra, si cambia, mangia, ringrazia la vecchia e se ne va. La notte stessa entra in un’altra casa e uccide tutte le persone che vi abitano.
L’omicida non è cambiato. Allora perché non ha ucciso la vecchia? Non è un uomo compassionevole, è un maniaco. Ma risponde alla paura: è il carburante che gli fa commettere omicidi, quando ha paura agisce. Quando vive la strana esperienza dell’Amore, della non paura e del non giudizio, non riesce ad agire. Nella casa successiva invece trova quello a cui è abituato e uccide.
Noi siamo il carburante dell’altra persona in un rapporto. Se siamo pieni di paura, rabbia, cariche emozionali del passato, la gente che incontreremo sarà uguale a noi.
Oneness Conference Mosca agosto 2007
