Messaggi dei Fondatori
Cari amici,
in un mondo in cui il genere umano si sente minacciato da sconvolgimenti sociali, dalla sovrappopolazione, dalle guerre, da una violenza terrificante, dall’insensibilità, ogni essere umano è più che mai preoccupato per la sua sopravvivenza.
La parola sopravvivenza dovrebbe suggerire una vita sana, felice, senza troppa pressione o tensione. Ma ognuno di noi la interpreta a modo suo. L’idealista pensa ad un tipo di vita che non è reale. I teorici, siano marxisti, religiosi, o di qualsiasi altra convinzione, hanno formulato dei modelli di sopravvivenza; i nazionalisti considerano la sopravvivenza possibile solo all’interno di un particolare gruppo o comunità. Queste differenze ideologiche, questi ideali e fedi, sono l’origine della divisione che ostacola la sopravvivenza umana.
Continua »Messaggio di Sri Bhagavan del 7 febbraio 2009
A meno che tu non dica davvero la verità, non puoi sviluppare questa integrità interiore a grandi livelli. Quello che dici è superficiale, manca di profondità. Ma solo quando cominci a dire la verità, saprai veramente quello che sta succedendo dentro, non diversamente. Andrai in profondità ed è allora che il miracolo accade. Il miracolo è questo; ti porterà alle radici e scoprirai che tutto è vuoto. Perciò te ne libererai.
La gioia che scoprirai è indescrivibile. Non è importante cosa c’è. – Riesci a vedere cosa c’è ? Cos’è l’autenticità ? - Vedere quello che c’è.
Capisci, fondamentalmente, che l’integrità interiore è vedere ciò che c’è, verità è dire cosa vedi. Non attenersi letteralmente ai fatti ma solo fino a un certo punto. La verità diventa autenticità, autenticità esterna. Prima vedi, poi parli di quello che vedi. Vedere è una cosa, parlare è una cosa esterna. Prima vedi, poi ne parli. Vedere è una cosa, parlarne è un fatto esterno. E se parli, scoprirai che l’effetto è inimmaginabile. Non hai bisogno di niente, da lì in poi è tutto automatico. Provaci.
Ogni momento sarà un momento gioioso nella tua vita. Sarà sufficiente; non soffrirai più per alcun motivo nella vita. Non dirai “voglio questo, voglio quello” , tanta è la gioia nel vedere semplicemente quello che succede dentro. Questo è tutto quello che c’è nella vita. Cos’è la vita ? – Vedere quello che accade dentro. Poi mi dirai com’è. Siccome non lo stai vedendo, ti senti annoiato, trovi la vita insignificante, senza scopo. Perciò vuoi questo, vuoi quello, ti crei così tanti desideri. Ma se fossi veramente in grado di vedere quello che sta succedendo, la gioia sarebbe tale che non vorresti niente altro nella vita. Potresti essere un mendicante, potresti essere un lebbroso, potresti essere seduto su una fogna, non succederebbe niente. Staresti solo godendoti ogni momento della tua vita. Non avresti bisogno di soldi, di un nome, di fama. Di niente, neanche di sentirti sicuro. Non avresti nemmeno paura di morire. E, stranamente, la vita si prenderebbe cura di te. La vita, Dio, o comunque tu voglia chiamarlo, si prende cura di tutte le persone autentiche. Le persone non autentiche moriranno.
Se sei autentico e non hai di che mangiare, il cibo ti arriverà. In qualche modo avverrà. In qualche modo avrai una spinta e andrai dove vuoi andare e la vita diventerà miracolosa. Siccome non sei autentico, queste cose non succedono nella tua vita. E ancora, non ti sforzare di essere autentico. Sii veramente autentico, solo allora accadranno i miracoli, solo allora diventerai un grande essere. Allora la benedizione scenderà su di te, il Diksha. E tutto ciò di cui abbiamo parlato diventa vero.
Perché sei bloccato ? – Perché non sei sincero,e perciò non sei autentico, per questo non hai mai visto veramente cosa succede dentro di te, per cui fai cose esteriori per tirare avanti.
Discorso di Bhagavan del 3 gennaio 2009
La vita è movimento, un’oscillazione tra ordine e disordine, luce ed ombra, manifestarsi e dissolversi.
Nel corso naturale delle cose, mentre l’ordine si sposta verso il disordine, ti sposta dall’unità verso la divisione.
Come esseri umani consapevoli potete usare il potere del diksha per fare in modo che questo flusso ritorni dalla separazione all’unità.
La vita è movimento, un’oscillazione tra ordine e disordine, luce ed ombra, manifestarsi e dissolversi. Nel corso naturale delle cose, mentre l’ordine si sposta verso il disordine, ti sposta dall’unità verso la divisione. Come esseri umani consapevoli potete usare il potere del diksha per fare in modo che questo flusso ritorni dalla separazione all’unità.
Nel corpo umano, quando c’è un’interruzione delle informazioni tra le varie cellule, ci conduce lontano dall’unità. Un ritorno all’unità tra i vari organi del corpo umano è un ritorno alla salute.
In una famiglia, quando c’è dolore e sfiducia, c’è un allontanamento dall’unità. La guarigione del cuore e il fiorire dell’amore sono il modo per tornare all’unità.
Dentro di te, nei momenti di conflitto tra il giusto e lo sbagliato, il giusto ed il più giusto, c’è disordine interiore. Esiste una parte di te che rifiuti, i cui desideri e voci scegli di ignorare.
Questo è inevitabile ed è parte del dramma della vita. Sia come sia, queste parti frammentate di te stesso hanno bisogno di guarire, di essere accettate.
Un ritorno all’unità interiore è possibile attraverso l’accettazione della vita e l’esperienza di se stessi senza resistenza. Nel momento in cui le forze dell’universo provocano disordine nel corpo, tra le varie personalità, in famiglia, nei rapporti tra le nazioni e nelle varie forme di vita, c’è un’opportunità di innalzare la vita ad un livello più elevato di ordine e unità.
Ricordati quindi che qualsiasi sfida arrivi sotto forma di disordine e divisione ti invita ad un livello superiore di ordine e unità. Questa oscillazione non è che una danza senza fine della creazione.
Quindi, fai in modo di ricevere il diksha oggi con l’intento di diventare consapevole degli schemi che muovono l’ordine verso il disordine in ogni ambito della vita. Una consapevolezza di questi schemi, totale e priva di resistenza, è unità.
Lasciamelo ripetere. Una consapevolezza di questi schemi, totale e priva di resistenza, è unità.
La nostra realta presente e un'occhiata sul futuro ...
Dobbiamo rimanere un gruppo di filosofi pessimisti o di osservatori apatici che si lamentano del destino collettivo? Non necessariamente. Come specie umana , siamo sull’orlo di una importante transizione, dalla separazione all'unità. Con questa transizione ci risveglieremmo dall’oscurità alla luce, dalla non verità alla verità, realizzeremmo l’unità di tutte le cose.
Benché ciascuno di noi viva una vita differente, distante dall’altro in termini di spazio e di tempo, biologicamente, emotivamente e spiritualmente siamo uno.
C’è un unico corpo. Ciò che accade agli animali nei mari, accade a noi, uomini e donne. Ciò che accade ai boschi accade a noi nei nostri corpi, visto che i nostri corpi sono fatti della stessa terra di cui sono fatti gli alberi. Non sono forse i nostri corpi altro che forme di argilla che si muovono, dotate d'intelligenza? Uno sforzo consapevole nel guarire la terra potrebbe manifestarsi come guarigione suprema dei nostri stessi corpi.
C’è solo una mente. E' la mente che ha fluito attraverso i nostri avi, attraverso di noi e che continuerebbe a vivere ancora una volta attraverso i nostri figli e la loro progenie.
Il tormento collettivo o la paura sofferta dai nostri fratelli in una parte del mondo, si manifesta come incubo nel sonno o nella veglia di qualcun’altro, da qualche altra parte nel mondo. I nostri piaceri e dolori sono interconnessi in maniera inestricabile. Noi siamo uno e non possiamo continuare più a lungo a vivere in una illusione di separazione.
C’e’ solo una coscienza. Noi viviamo in un universo olografico. Ciascun individuo, risvegliandosi all’unità, influenza automaticamente alcune migliaia di persone, spingendole verso l’unica sana via alternativa di sperimentare la realtà.
Cambiando la nostra esperienza della realtà continueremo a scoprire nuovi modi di vivere e di amare. Creeremo un pianeta migliore per il presente e per il futuro. Questo e’ il nostro destino comune.
Messaggio per il Giorno delle relazioni
Se solamente la gente imparasse l’arte di fare esperienza dell’altro, un gran numero di famiglie rimarrebbero unite!
Invece le famiglie si rompono portando la stessa società alla morte. La rottura può essere una soluzione facile, ma sicuramente non è la soluzione ideale. Dobbiamo operare il nostro più grande sforzo per fare in modo che le famiglie possano sopravvivere, il che vuol dire che la gente deve imparare l’arte di sperimentare l’altro ricevendo contemporaneamente gioia da quella relazione.
Se le famiglie si dissolvono gli individui resteranno frammentati, in quanto hanno perso l’amore della madre, l’attenzione del padre e la cura e la sicurezza che una famiglia può dare
Per scappare da questo dolore insopportabile e dalla solitudine le persone cercano forme di fuga malate e degenerative. Questa situazione causa la frammentazione stessa della società
Se invece imparate l’arte di sperimentarvi l’un l’altro non sarà importante quanto l’altro sarà diverso dalle vostre aspettative e quella relazione vi commuoverà e vi nutrirà. Sperimentando l’altro imparerete a sperimentare voi stessi e di fatto a sperimentare la vita stessa
Tutte le esperienze sono ben venute!!!
