Oneness Brasil !
Al Campus di Sommacampagna, nell’ultimo giorno del corso “Doors to Oneness” riservato ai brasiliani, abbiamo incontrato durante una pausa Sita, Paulo e Gustavo per farci raccontare qualcosa dell’esperienza vissuta.
La prima a parlare è Sita, Coordinatrice Oneness del Brasile, che dal 2005 accompagna gruppi ai corsi della Oneness University:
“Il viaggio per arrivare fino qui dal Brasile è stato molto lungo e all’arrivo i volti erano tesi e preoccupati, ben diversi da come sono oggi, radiosi e pieni di gioia.
Gli insegnamenti di questo corso molto più profondi che in passato, come se quanto veniva prima insegnato nel corso di approfondimento oggi fosse già offerto da subito, al primo livello.
Alcuni partecipanti hanno avuto delle esperienze molto forti che hanno liberato emozioni intense e sofferenze del passato. E’ stato magico vedere come sono stati seguiti amorevolmente dagli insegnanti che prendendoli per mano, giorno dopo giorno, li hanno guidati attraverso il processo, fino a portarli al livello di gioia e gratitudine che traspare oggi dai loro volti. Rispetto ai corsi che ho visto in passato devo dire che l’accelerazione del processo di crescita è evidente agli occhi di chi, come me, accompagna gruppi da quattro anni.”
Com’è stato il tuo cammino nella Oneness Experience?:
“Ho conosciuto il Diksha nel 2005. Da anni seguivo gli insegnamenti di un maestro, una persona molto importante per la mia formazione. Un giorno mi disse che era appena tornato da Golden City, dove aveva fatto un’esperienza straordinaria nella quale aveva raggiunto uno stato di pace così profonda come mai prima in vita sua. Dopo poche settimane ha accompagnato un gruppo in India, al quale mi sono aggregata, per fare il corso dei ventun giorni. Da allora è iniziata per me un’avventura straordinaria e due volte all’anno accompagno i gruppi brasiliani ai corsi che prima si tenevano in India e ora in Italia.
Il diksha mi ha cambiato radicalmente: un tempo ero sempre arrabbiata; ora sono diventata più calma e tranquilla, mi è più facile chiedere scusa e abbracciare gli altri, mentre un tempo non ci riuscivo. In me è avvenuta una trasformazione profonda, che è veramente alla portata di tutti.”
Anche Paulo è desideroso di dirci qualcosa:
“Quando ieri sono diventato Oneness Facilitator ho guardato l’orologio e ho fissato in mente il giorno e l’ora e ho deciso che quello sarebbe diventato il mio secondo compleanno. Perché è di questo che si tratta, una seconda nascita, una nuova vita. Non credevo che sarei riuscito a stare fermo in un posto per otto giorni e invece è successo. Sono una persona iperattiva e per tutta la vita ho cercato di fare soldi ed espandere sempre di più i miei affari, ma nei mesi scorsi ho sentito che non potevo più andare avanti così e ho iniziato a chiedermi cosa fare. Uno dei miei famigliari è Oneness Facilitator e così ho deciso che avrei provato anch’io. All’inizio il mio ego ha opposto una grande resistenza ma poi, un po’ alla volta, i dubbi sono progressivamente diminuiti fino a quando è maturata in me la convinzione di venire qui. E adesso sento che questa esperienza rappresenta un nuovo inizio per me: d’ora in poi voglio dedicare più tempo a me stesso e alla mia famiglia, a mia moglie e ai miei tre figli. Sono molto fiducioso.”
A Gustavo, che è l’interprete del gruppo, chiediamo cos’è che lo spinge a prestare questo servizio:
“Fondamentalmente due motivi: il primo è la mia crescita personale, nel senso che, partecipando più volte ai corsi è come se gli insegnamenti entrassero sempre più in profondità dentro me. E ogni volta è un passo in più nella mia crescita.
Il secondo motivo è la mia passione per la Oneness e il desiderio di dare un contributo e un aiuto alla diffusione del Diksha nel mio paese. In realtà i due motivi sono molto collegati tra loro d è difficile distinguere la passione per la Oneness da quella per la mia crescita.
Da quando sono diventato Oneness Facilitator la mia vita è cambiata molto: nelle relazioni tutto è più facile, tutto è più naturale, noto che le persone sono a loro agio con me. La trasformazione avviene un po’ alla volta e spesso non si nota, ma è un processo continuo, quotidiano e, se guardo indietro a un anno fa, i cambiamenti nella mia vita sono stati enormi.”
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